Tutti i fondali attorno al capo San Vito sono ricchissimi di testimonianze di antichi traffici marittimi: anfore di diversa età, e soprattutto ancore in piombo (IV secolo a.C. - V secolo d.C.) che i vascelli del tempo abbandonavano sul fondo per l'arrivo della flotta nemica, per un fortunale improvviso, o più semplicemente perché incastrati tra le rocce del fondo. La ricchezza dei reperti è la prova dell'importanza del Capo Egitarso nelle rotte marine mediterranee di duemila anni addietro.
Un relitto arabo normanno (databile intorno all'anno 800) è affondato su un fondale di circa 25 metri proprio davanti al capo San Vito, studiato, fotografato e recuperato nel 1993 - 94 - 95 per conto della Soprintendenza ai Beni Culturali.