Santa Lucia: storia, tradizione e...tanta cuccìa

Santa Lucia: storia, tradizione e...tanta cuccìa

Santa Lucia: storia, tradizione e...tanta cuccìa

12/12/2019

Il 13 dicembre è Santa Lucia e i siciliani celebrano questa giornata nel migliore dei modi portando a tavola, secondo la tradizione, tanta cuccia, arancine e panelle.

Ma perché in Sicilia si mangia la cuccìa il 13 dicembre?

L’origine di questa tradizione culinaria è legata alla storia di una giovane aristocratica di nome Lucia nata a Siracusa intorno al 281, sotto il governo di Diocleziano. Restata orfana del padre, Lucia riceve dalla madre un’educazione cristiana e decide, in cuor suo, di votarsi all’amore di Dio rinunciando al matrimonio con un giovane pagano.
Lucia mantiene il suo segreto e rinvia continuamente la data del matrimonio, ma nel frattempo la madre si ammala. Disperata la giovane invoca Sant’Agata affinché guarisca la madre e la Santa, patrona di Catania, le appare chiedendole però di rimanere fedele al suo voto anche a costo della vita.
Guarita la madre, la ragazza è costretta a rivelarle il suo segreto: non potrà più sposarsi, ma il giovane pretendente, furioso, si vendica denunciando Lucia, come cristiana, al prefetto di Diocleziano.
Serena e decisa a non rinnegare la sua fede, Lucia uscirà sempre salva delle torture subite, fino a che, il 13 dicembre del 304, la giovane verà decapitata.

Il culto di Santa Lucia ha molto seguito in tutta l’isola, il suo nome “ Lucia” deriva dal latino lux ed è questo il motivo per cui è diventata la protettrice della vista.
Il suo corpo però non si trova in Sicilia, ma bensì a Venezia, dove giunse nel 1204 portato dai crociati. Un generale bizantino infatti lo aveva trafugato da Siracusa in oriente nel 1039.

Ma torniamo alla cuccìa, perché si mangia proprio il 13 dicembre? 

Questa è una storia più recente.
Nel 1646, sotto la dominazione spagnola, la città di Siracusa fu colpita da una terribile carestia. La situazione era drammatica, ma proprio il 13 dicembre giunse in porto una nave carica di frumento. La città era salva.
Il grano venne bollito direttamente e distribuito alla popolazione ormai allo stremo. In quell’occasione i siracusani fecero una promessa: non avrebbero più mangiato pane e pasta il giorno di Santa Lucia, ma soltanto cuccìa.

La tradizione si è diffusa in tutta la Sicilia, e da allora, da Trapani a Palermo, da Siracusa a Messina, il 13 dicembre è un fiorire di ricette che hanno per base il grano bollito. Cuccìa con il vino cotto, con la ricotta e canditi, con il biancomangiare o con i legumi e poi, immancabili, tante arancine dal ripieno inaspettato. 

Ricetta base per fare la Cuccìa  

500 gr. di frumento di grano duro
scorze di arancia
foglie di alloro
cannella
sale
Per il condimento vino cotto

Preparazione:
Bisogna mettere a bagno il frumento in acqua fredda (con un po di sale) almeno 24 ore prima della cottura. Cuocete il grano per almeno 5 ore, aggiungendo la cannella, le foglie di alloro e un po di sale. Lasciate raffreddare la cuccìa nella pentola.
Appena la cuccìa si è raffreddata potrete condirla con del vino cotto, secondo la tradizione trapanese oppure con della ricotta zuccherata, alla maniera palermitana.
Ma le varianti sono tante, in base al gusto potrete aggiungete miele, cioccolata o crema di latte…in ogni caso la vostra cuccìa sarà buonissima!

Buona Santa Lucia a tutti!

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Autore: by
SanVitoweb.com
          

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