La riserva di Monte Cofano è certamente una delle piu’
interessanti escursioni che la “Costa Gaia” offre ai
propri visitatori.
A pochi minuti di auto, uscendo da San Vito, in direzione Trapani,
è possibile immettersi in una strada sterrata che costeggia
tutto il Golfo di Cofano fino a raggiungere la riserva.
Prima di arrivare, la tentazione di fermarsi nelle piccole calette
è forte.
Un
mare cristallino e colori decisamente mediterranei fanno da scenario
all’incantevole paesaggio.
Per chi ama il trekking o la mountain bike, un comodo sentiero,
permette di effettuare il periplo della costa. Per i piu’
audaci e con buone doti atletiche si propone la salita in vetta.
Sulla cima si potrà ammirare un panorama mozzafiato che spazia
a 360°. Davvero un’esperienza unica. Se l’escursione
avviene in piena estate si consiglia, vivamente, di evitare le ore
piu’ calde.
Il territorio della Riserva si estende sulla mole imponente di
un massiccio promontorio calcareo proteso sul mare, che raggiunge
659 metri di quota immediatamente a ovest della zona interessata
dalla Riserva dello Zingaro, all’estrema punta sud dell’omonimo
Golfo chiuso a nord da Capo S. Vito. Si tratta di un promontorio
dolomitico del giurassico la cui vegetazione, tipicamente mediterranea,
presenta soprattutto aspetti di gariga a palma nana e ampelodesma.
Le pareti rocciose si presentano aspre e ripide, soprattutto sul
versante nord-occidentale, superata Punta del Saraceno in direzione
sud-ovest, dove scendono a picco sul mare, creando piccole e deliziose
calette. Una stradella della Forestale giunge fin quasi in prossimità
della vetta, partendo da Piano Alastre.
Interessanti
anche le due torri che si trovano attorno a Monte Cofano, all'interno
della Riserva. Una è quella di San Giovanni sul versante
di Custonaci e l'altra quella della Tonnara (nella foto a sinistra)
sul versante che guarda asan Vito. Le torri facevano parte del sistema
di fortificazioni esistenti sulle coste siciliane a difesa dai pirati
turchi.
La riserva ospita diverse specie di uccelli alcuni anche rari
come il falco pellegrino, il gheppio e la poiana. Tra le specie
rupestri tipiche di quest’area si possono osservare il corvo
imperiale, il colombo selvatico, il rondone e, tra le specie marine,
è comune il gabbiano.
Diverse le grotte che si aprono lungo il litorale di Custonaci,
importanti sotto il profilo geologico e paleontologico. Di particolare
rilevanza, quelle che si trovano in località Scurati. Queste
grotte presentano tracce di insediamenti del periodo preistorico
di grande valore come fossili, armi, utensili di selce, graffiti,
risalenti fino al Paleolitico Superiore. Nell’800 furono rifugio
per gli eremiti, durante l’ultima guerra divennero ricovero
degli sfollati, ancora oggi vengono utilizzate come riparo per animali
e deposito di masserizie e attrezzi di lavoro.
All’interno di Grotta Scurati, in particolare, esiste un vecchio
agglomerato rurale, costituito da casette ad un solo piano, una
cappella e stradine acciottolate. Di notevole interesse sono inoltre
le incisioni presenti sulle pareti della grotta, risalenti al Paleolitico
superiore. All’interno di grotta Miceli, si trovano incisioni
lineari del Paleolitico superiore.
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