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News dal Cous Cous Fest | Fotogalleria | Ricette Cous Cous

La 15° edizione del Cous Cous Fest si svolgerà a San Vito Lo Capo dal 25 al 30 Settembre 2012

L’evento, che giunge quest’anno alla sua quattordicesima edizione, celebra un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture.
La manifestazione, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia Feedback, si ispira ad un mondo pieno di colori, dove convivono le differenze tra culture, popoli e tradizioni, lo spirito appunto della rassegna sanvitese che vede come protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione.

La gara gastronomica di cous cous
Nove paesi in una “sfida” ad eliminazione diretta

Vincitori edizione 2009Saranno nove i paesi protagonisti della manifestazione di quest’anno che si sfideranno a suon di delizie proponendo i loro cous cous a una giuria composta da giornalisti ed esperti..
La composizione della giuria popolare è aperta a chiunque voglia farne parte. A tutti coloro che per un giorno vorranno diventare giudici dei grandi chef in gara non resta che partecipare, presentandosi all’ingresso della sede di gara, in via del cous cous, sul lungomare di San Vito Lo Capo. Ci sono ben 100 posti disponibili, riservati semplicemente ai più veloci.
In gara si sfideranno Costa d'Avorio, Egitto, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia.

 

 

Cous Cous per tutti i gusti al villaggio gastronomico

cOUS cOUS FESTAl villaggio gastronomico, dalle 12 alle 24, è possibile assaggiare cous cous per tutti i gusti nelle tradizionali “Case del cous cous”, i punti di degustazione aperti al pubblico. Acquistando un ticket del costo di 10 euro i visitatori potranno scegliere tra le tantissime varianti del piatto, da quella sanvitese, disponibile alla “Casa del cous cous sanvitese” a base di pesce e ‘ncocciata con le mani in maniera tradizionale, a quella preparata secondo le antiche ricette della tradizione trapanese presso la “Casa del cous cous trapanese” fino alle varianti più “esotiche” dei paesi esteri partecipanti alla manifestazione che si possono assaggiare alla “Casa del cous cous dal mondo”, fino alle ricette dei paesi rivieraschi alla “Casa del cous cous del Mediterraneo”.
Il ticket dà diritto anche ad un bicchiere di vino siciliano e ad un dolce a scelta nell’area “Dolcemente Sicilia”.

 

L’expo village

All’expo village, dalle 17 alle 24, è possibile immergersi in un coloratissimo mercato, un vero e proprio suq, alla scoperta dell’artigianato e dei manufatti tipici dei paesi in gara e siciliani in particolare.

Cous cous Lab

Cous Cous lab è il “contenitore” di approfondimento per i visitatori della rassegna e comprende lezioni di cucina, laboratori gastronomici, talk show, tavole rotonde e incontri a tema. Dopo il successo riscosso lo scorso anno, torna l’iniziativa “Electrolux Experience”, che porta la firma di Electrolux Professional, main sponsor della rassegna, uno dei leader mondiali nella produzione e distribuzione di soluzioni professionali destinate al settore della ristorazione e dell’ospitalità. Chef stellati siciliani saranno i protagonisti di laboratori del gusto a numero chiuso nell’ambito dei quali esprimeranno il loro estro d’autore. Conduce Laura Ravaioli, giornalista e chef del Gambero Rosso.

Al Waha

Il nome in arabo significa oasi nel deserto ed è l’area allestita sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, teatro di incontri e degustazioni tra atmosfere etniche e arabeggianti. Quest’anno l’area di Al Waha, prima riservata agli ospiti della rassegna, si apre al pubblico a fronte del pagamento di un ticket di ingresso. In mille metri quadrati, in una emozionante tenda berbera illuminata dalla luce sfumata del tramonto, i visitatori potranno degustare il cous cous comodamente seduti in pouf colorati e divanetti etnici, un’atmosfera rilassata e fuori dal tempo, in riva ad un mare di smeraldo. Di contorno musica, percussioni e spettacoli di danza del ventre.

Cous Cous Live Show

I suoni e i ritmi del mondo saranno la colonna sonora del Fest. Ogni sera il palco di piazza Santuario sarà palcoscenico di talk show, concerti ed esibizioni di artisti nazionali ed internazionali nell’ambito del programma del Cous Cous Live Show. Subsonica, Alex Britti e Modena City Ramblers sono alcuni degli artisti che si esibiranno gratuitamente al Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale la cui 14\esima edizione si svolgerà a San Vito Lo Capo dal 20 al 25 settembre prossimi. Tutti i concerti si svolgeranno in piazza Santuario e sono gratuiti.

Infoline: Ufficio turistico di San Vito lo Capo, tel. 0923 974300.

Ricette Cous Cous

Il cous cous, piatto giramondo, unisce in sé il globale e il locale. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh.
Questa tradizionale pietanza a base di semola di grano, cotta a vapore, servita con un bouillon aromatico arricchito del sapore delle verdure di stagione, legumi, aromi e spezie, carne o pesce, rappresenta da sempre il piatto simbolo della cucina maghrebina, specie nei giorni di festa. Il cous cous, nonostante l'eterogeneità delle tradizioni, conserva una natura conviviale: un unico piatto rotondo dal quale tutti possono attingere semplicemente con le mani dopo il rituale Bismallah ("in nome di Dio"), o, al massimo, con pane lievitato prendendo un pezzo di carne o di verdure e formando una pallina con la semola. Il Corano, a tal riguardo, dispone addirittura che il cous cous vada mangiato con le so¬le tre dita della mano destra, per distinguersi dal diavolo che mangia con uno, dal Profeta con due e dall'ingordo che ne usa cinque. Il termine cous cous indica sia la "semola" che il piatto completo, nella sua terra d'origine, dal Marocco alla Libia. Questa semola si presta a una varietà infinita di piatti: da quello più semplice con lo smen, un burro "fermentato" e un bicchiere di latte cagliato, ai ricchissimi cous cous delle feste di matrimonio e di ricevimento. Si tratta di una specialità presente in innumerevoli versioni regionali e stagionali dal Marocco alla Libia, dall’Algeria alla Tunisia. Ma superato l'Egitto, se ci spostiamo nel Mediterraneo verso il Medio Oriente o nell'area turco balcanica, i chicchi di semola assumono altre forme e denominazioni e sono spesso sottoposti ad un diverso procedimento di lavorazione e cottura. Un piatto locale, dunque, il cous cous, ma al tempo stesso globale: non partecipa all’omologazione del gusto ma si esprime in tante e diverse contaminazioni territoriali. >>> leggi ricetta cous cous

..a San Vito Lo Capo, Cous Cous

(da Enzo Battaglia - nella foto sotto - Mare: storie, cose ed emozioni, Campo Editore, 2002)

eNZO BATTAGLIAPuoi avanzare tutti i pretesti di questo mondo, ripeterti che per te è un cibo nuovo, che potrebbe risultarti eccessivamente piccante, che non è per niente indicato per lo stato di perenne cura dimagrante che ossessiona la tua vita, puoi far finta di ignorarlo nelle carte dei ristoranti... Al momento di decidere, provi persino piacere nel pronunziare il suo nome.
A San Vito Lo Capo, cous cous.
Cous cous di pesce.
Qui è consacrato piatto tipico e ogni anno, a settembre, ha il suo bravo festival con una manifestazione di assoluto rispetto, che travalica gli ambiti angusti della gastronomia, per assurgere a significati di politica aggregante tra i popoli di civiltà mediterranea.
A me il cous cous piace, ma ciò che mi entusiasma di più è l'atmosfera da cous cous che accompagna la pietanza. Sì, perché non è come la bistecca che tu tiri dal frigo e, via bistecchiera, butti in tavola nella meccanica noncuranza dell'obbligo nutrizionale. Il cous cous è altra cosa, e ti richiede tutta una fase preparatoria, farcita di desiderio, pazienza e amore per una cultura che ti sta nascosta dentro, e che ti diventa indispensabile tirare fuori.

Ecco, un buon cous cous nasce già in questa fase preparatoria: nella scelta del pesce da zuppa, nella ricerca degli aromi, nella consapevolezza che se lo vuoi per il pranzo, la semola devi lavorarla ('ncucciarla) di buon mattino, quando le tue energie hanno ancora sapore di freschezza, più di quel pesce e di quelle spezie che hai davanti.
Devi accettare e condividere la flemmaticità di un incessante movimento rotatorio delle dita che 'ncoccianu la semola di grano duro con un filino di acqua salata, e che continuano con la cannella in polvere, il pepe nero e il trito di mandorle, aglio, cipolle, prezzemolo e olio d'oliva, come invocazioni musulmane una dopo l'altra sui grani di un rosario.
Opera d'arte nemica della fretta, lo capisci subito. Anche per quell'ora e mezza abbondante, che richiede la cottura a vapore. E poi, il lungo riposo, dopo averlo bagnato con brodo di pesce.

Lento, flemmatico, sedentario e solare, questo è il cous cous, come gli Arabi che ce lo hanno trasmesso, come quella millenaria abitudine all'attesa sedentaria di cui siamo impastati.
Per tutto questo, ho sempre ritenuto che il cous cous non possa essere confinato nella pseudo nobiltà dei piatti da festa. Il cous cous lo puoi fare solo quando ne hai voglia, quando ti senti ispirato.
Così, può succedere che la Pasqua abbia un pasticcio di lasagne qualsiasi, e un insignificante martedì di periferia si goda la calda solarità di un piatto di cous cous.

Enzo Battaglia gestisce il ristorante "La Casa del Cous Cous" in Via Principe Tommaso a San Vito Lo Capo