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L'edizione 2010 si svolgera dal 21 al 26 Settembre

Cosa è stato il Cous Cous Fest 2009 - Non solo gastronomia ma anche integrazione culturale tra i popoli del Mediterraneo
Sarà dedicata all’integrazione culturale la dodicesima edizione del Cous Cous Fest, in programma a San Vito Lo Capo dal 22 al 27 settembre 2009. La manifestazione, da sempre all’insegna dello scambio e del confronto tra popoli diversi attraverso il cous cous, piatto della pace ricco di simbolismi e cultura, quest’anno accentua la sua anima interculturale e abbraccia il sottotitolo “international festival of cultural integration”, festival internazionale di integrazione culturale, trasformandosi in un festival in cui protagonisti saranno i diversi “volti” dei paesi europei e del bacino del Mediterraneo e non solo, nel segno dello scambio, dell’incontro e dell’amicizia.
La rassegna, diventata negli anni un appuntamento di rilievo internazionale ed occasione d’incontro tra rappresentanti dei paesi dell’area europea e mediterranea, mira infatti a consolidare e rafforzare le relazioni internazionali di partenariato, favorendo il dialogo e lo scambio culturale, in linea con le politiche internazionali portate avanti dall’Unione Europea.
Otto paesi in una sfida ad eliminazione diretta
Tra le novità una maxi giuria popolare di cento persone
Momento centrale della rassegna, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo e dall’agenzia Feedback, sarà la gara gastronomica internazionale di cous cous che impegnerà i migliori chef del Mediterraneo ma anche dell’Arabia Saudita e del continente europeo provenienti da otto paesi: Costa d'Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia che si affronteranno proponendo il cous cous cucinato secondo la propria tradizione gastronomica. La gara quest’anno cambia formula e si apre al grande pubblico: gli chef si affronteranno in “sfide” ad eliminazione diretta. Parteciperanno alla finale, in programma venerdì 25 settembre, i due chef vincitori delle eliminatorie. A giudicare i piatti in gara ci sarà una maxi giuria popolare di cento persone che esprimerà pubblicamente il proprio voto con palette numerate, cui si affiancherà il voto segreto espresso dalla giuria tecnica, presieduta da Edoardo Raspelli, conduttore di Melaverde, e composta da giornalisti, scrittori ed opinion leader del mondo dell’enogastronomia. Tra gli ospiti della rassegna Donatella Bianchi, conduttrice di Linea Blu e Laura Ravaioli, giornalista enogastronomica.
L’evento
Dalla variante sanvitese, a base di pesce e ‘ncocciata con le mani in maniera tradizionale, disponibile alla “Casa del cous cous sanvitese” a quella preparata secondo le antiche ricette della tradizione trapanese presso la “Casa del cous cous trapanese e del Maghreb” fino alle varianti più “esotiche” dei paesi esteri partecipanti alla manifestazione, alla “Casa del cous cous dal mondo” e a quelle dei paesi rivieraschi preparate alla “Casa del cous cous del Mediterraneo”. Al villaggio gastronomico è possibile assaggiare cous cous per tutti i gusti, acquistando un ticket di degustazione di 10 euro che dà diritto anche ad assaggi di frutta e ad un bicchiere di vino siciliano. Oltre alle degustazioni di cous cous, disponibili al villaggio gastronomico, il programma della rassegna prevede anche momenti di approfondimento dedicati ai cous cous del mondo e alle specialità gastronomiche regionali abbinate ad etichette siciliane, incontri culturali e seminari sul tema dell’enogastronomia.
Assenza, Cuttaia e Sultano
Il gusto stellato ai “Cous cous lab”
Cous Cous lab è il “contenitore” di approfondimento per i visitatori della rassegna e comprende lezioni di cucina, laboratori gastronomici, talk show, tavole rotonde e incontri a tema.
La novità di quest’anno porta la firma di Electrolux, leader globale nel settore degli elettrodomestici e delle apparecchiature per uso professionale. Chef e pasticceri stellati siciliani come Corrado Assenza, patron del Caffè Sicilia di Noto (Sr), più volte inserito tra i migliori bar d’Italia per il Gambero Rosso, Ciccio Sultano, chef e patron del Duomo di Ragusa Ibla - tre forchette del Gambero Rosso e due stelle Michelin - Pino Cuttaia, chef e patron de La Madia di Licata (Ag) – “poeta” della cucina siciliana con una stella Michelin al petto - saranno i protagonisti delle Electrolux Experience, laboratori del gusto a numero chiuso nell’ambito dei quali esprimeranno il loro estro d’autore.
Nell’ambito del Cous Cous lab anche una sezione culturale: si chiama “Mangiarsi le parole” l’originale incontro ideato e condotto da Gianfranco Marrone, docente di semiotica all’Università degli Studi di Palermo che vedrà attori teatrali “recitare” ricette da tutto il mondo.
Vicoli, buskers e bouganville
I piccoli e bianchi vicoli di San Vito lo Capo, colorati dalle caratteristiche bouganville, saranno il palcoscenico di artisti di strada, mangiafuoco, giocolieri e saltimbanco che animeranno, al tramonto del sole, il cuore della cittadina con musica ed esibizioni. E’ possibile proporre il proprio spettacolo, inviando una scheda della propria performance attraverso il sito, couscousfest.it.
Al Waha
Il nome in arabo significa oasi nel deserto ed è la zona vip sulla spiaggia di San Vito Lo Capo che sarà teatro di incontri e degustazioni tra ambienti lounge e atmosfere etniche, nel solco della contaminazione culturale che ispira la rassegna. Al Waha accoglierà i suoi ospiti nella luce sfumata del tramonto, tra musica e percussioni che danno vita ad un’atmosfera rilassata e fuori dal tempo, in riva ad un mare di smeraldo.
Cous Cous live show
I suoni e i ritmi del mondo saranno la colonna sonora del Fest. Ogni sera il palco di piazza Santuario sarà palcoscenico di talk show, concerti ed esibizioni di artisti nazionali ed internazionali nell’ambito del programma del Cous Cous Live Show. Tutti i concerti sono gratuiti.
Infoline: Ufficio turistico di San Vito lo Capo, tel. 0923 974300.
Ricette Cous Cous
E’ difficile risalire all’origine del Cous Cous. Pare che i cartginesi ne facessero grande consumo condendolo con formaggio e miele.
Nel Trapanese, dopo averne ricevuto l’usanza dagli arabi, è nata la versione con il pesce.
Stranamente per San Vito non è piatto tipico che nel lontano passato si è usato. Ma nel recente passato gli chef ne hanno fatto un piatto prelibato che a pieno titolo, ormai, fa parte della tradizione.
Il cous cous fest ha fatto il resto, dando massima risonanza a questo piatto divenuto segno di pace e integrazione tra i popoli bagnati dal Mediterraneo. >>> leggi ricetta cous cous
..a San Vito Lo Capo, Cous Cous
(da Enzo Battaglia - nella foto sotto - Mare: storie, cose ed emozioni, Campo Editore, 2002)
Puoi avanzare tutti i pretesti di questo mondo, ripeterti che per te è un cibo nuovo, che potrebbe risultarti eccessivamente piccante, che non è per niente indicato per lo stato di perenne cura dimagrante che ossessiona la tua vita, puoi far finta di ignorarlo nelle carte dei ristoranti... Al momento di decidere, provi persino piacere nel pronunziare il suo nome.
A San Vito Lo Capo, cous cous.
Cous cous di pesce.
Qui è consacrato piatto tipico e ogni anno, a settembre, ha il suo bravo festival con una manifestazione di assoluto rispetto, che travalica gli ambiti angusti della gastronomia, per assurgere a significati di politica aggregante tra i popoli di civiltà mediterranea.
A me il cous cous piace, ma ciò che mi entusiasma di più è l'atmosfera da cous cous che accompagna la pietanza. Sì, perché non è come la bistecca che tu tiri dal frigo e, via bistecchiera, butti in tavola nella meccanica noncuranza dell'obbligo nutrizionale. Il cous cous è altra cosa, e ti richiede tutta una fase preparatoria, farcita di desiderio, pazienza e amore per una cultura che ti sta nascosta dentro, e che ti diventa indispensabile tirare fuori.
Ecco, un buon cous cous nasce già in questa fase preparatoria: nella scelta del pesce da zuppa, nella ricerca degli aromi, nella consapevolezza che se lo vuoi per il pranzo, la semola devi lavorarla ('ncucciarla) di buon mattino, quando le tue energie hanno ancora sapore di freschezza, più di quel pesce e di quelle spezie che hai davanti.
Devi accettare e condividere la flemmaticità di un incessante movimento rotatorio delle dita che 'ncoccianu la semola di grano duro con un filino di acqua salata, e che continuano con la cannella in polvere, il pepe nero e il trito di mandorle, aglio, cipolle, prezzemolo e olio d'oliva, come invocazioni musulmane una dopo l'altra sui grani di un rosario.
Opera d'arte nemica della fretta, lo capisci subito. Anche per quell'ora e mezza abbondante, che richiede la cottura a vapore. E poi, il lungo riposo, dopo averlo bagnato con brodo di pesce.
Lento, flemmatico, sedentario e solare, questo è il cous cous, come gli Arabi che ce lo hanno trasmesso, come quella millenaria abitudine all'attesa sedentaria di cui siamo impastati.
Per tutto questo, ho sempre ritenuto che il cous cous non possa essere confinato nella pseudo nobiltà dei piatti da festa. Il cous cous lo puoi fare solo quando ne hai voglia, quando ti senti ispirato.
Così, può succedere che la Pasqua abbia un pasticcio di lasagne qualsiasi, e un insignificante martedì di periferia si goda la calda solarità di un piatto di cous cous.
Enzo Battaglia gestisce il ristorante "La Casa del Cous Cous" in Via Principe Tommaso a San Vito Lo Capo
